Tadei, Alessandro
*Graz (Austria), Ca. 1585 Gandria, Ca. 1667. Figlio di Marco Dionigi, che fu architetto presso la corte dell'arciduca Ferdinando 11 almeno fino al 1596, Alessandro nacque presumibilmente a Graz tra il 1585 e il 1588. Si ignora chi sia stato il suo primo maestro e se egli abbia fatto parte dei pueri cantores nella cappella di corte. Per volontà dell'arciduca Ferdinando II fu inviato a Venezia a perfezionarsi con G. Gabrieli. Vi giunse il 16 marzo 1604 e sotto la guida del celebre maestro praticò la tecnica compositiva di quella scuola. Lasciò Venezia il 16 settembre 1606 e, attraverso Udine, rientrò a Graz il 22 novembre. Nello stesso anno venne nominato organista della capp. di corte con un salario mensile di 22 fiorini ed una gratifica annuale di 31 fiorini. Tenuto in grande considerazione dall'arciduca Ferdinando 11, l'anno seguente gli furono concessi 50 fiorini per liquidare i debiti contratti nei viaggi di ritorno e per acquisto di mobilio. Nel 1610, il Tadei chiese di poter ritornare in Italia per “migliorare e ben servir”. Lo troviamo ancora a Venezia in contatto con il Gabrieli, a cui fece omaggio di 100 fiorini, per incarico del suo generoso protettore, a titolo di riconoscenza per gli insegnamenti avuti. Durante questo suo secondo soggiorno a Venezia probabilmente conobbe H. Schütz, che studiò con il Gabrieli in quello stesso periodo. Non è noto quando il Tadei fece ritorno a Graz, tuttavia il suo soggiorno a Venezia non deve essersi prolungato a lungo. Nel 1611 lo troviamo a Vienna con la corte di Ferdinando al matrimonio del futuro imperatore Mattia e, nel 1612, sempre al seguito del suo protettore, alla Dieta imperiale di Ratisbona. Il 2 maggio 1617, Tadei sposò a Graz Delfina Datili, vedova del segretaria di corte H. Datili. In quell'occasione Giovanni Priuli, allora dir. del coro della capp. di corte a Graz e più tardi a Vienna, gli fece omaggio a nome dell'arciduca di un vassoio del valore di 30 fiorini. E' certo che Tadei rimase a Graz fino al 1619. Dopo l'incoronazione di Ferdinando a imperatore (26 agosto 1619) la corte si trasferì a Vienna e il Tadeì figura come organista della corte imperiale con un salario annuo di 264 fiorini e 28 fiorini di gratificazione per il vestiario. Accanto a lui troviamo A. Bontempo e G. Valentini i quali pure erano stati membre della cappella di corte a Graz. La famiglia del Tadei era rimasta a Graz e solo nel 1623 poté raggiungerlo a Vienna, dopo che Ferdinando gli accordò la cospicua somma di 1000 fiorini a titolo di speciale donazione. Tadei rimase al servizio della corte imperiale soltanto fino al 1628, anno in cui, presumibilmente, restò vedovo. In quell'anno si recò a KremsmUnster, dove assunse la funzione di maestro di cappella e si dedicò alla compos. e all'org. In una ricevuta conservata nel monastero di Kremsmiìnster e che porta la data del 1629, apprendiamo che il Tadei ricevette la somma di 100 fiorini come compenso per il suo lavoro di mezzo anno. In una petizione non datata, Tadei richiese la somma di 400 fiorini che gli fu accordata per le spese del funerale del primo marito della moglie. Da questo documento si può dedurre che egli “era arrivato giovane e poi. partito verso paesi stranieri”. Nel 1630 Tadei inoltra una supplica a Ferdinando Il per ottenere una pensione di 50 talleri all'anno come “testimonio anco in parte forastiero della magnaminità, che V.M. suol usare verso quelli che fedelmente l'hanno servita”. In. questa sua supplica il Tadei accenna alla decisione di entrare in un convento carmelitano. All'inizio il convento gli aveva rifiutato l'ammissione; in seguito, convinti della sua completa fede, i carmelitani si scusarono e lo invitarono ad entrare nel monastero. Egli dichiara di essere giunto a questa irrevocabile decisione dopo una seria malattia che lo aveva colpito. Questa supplica del Tadei fu accolta da Ferdinando il 20 aprile 1630. Probabilmente entrò a far parte di un monastero dell'Italia del nord, dove, si crede, continuò il suo lavoro come organista e maestro di coro. Nel 1640 pare risiedesse nel convento dei carmelitani di Venezia. Dal 20 maggio 1642 al 29 maggio 1647 svolse le funzioni di secondo organista nel Duomo di Udine, dove fu sostituito da G. Cosattino. Da questo momento non si hanno più notizie. Tutto ciò che si sa èla data presumibile della morte avvenuta, secondo lo storico C. Trezzini (senza citazione di altri particolari) a Gandria, luogo d'origine della sua famiglia, nel 1667. Le opere che gli possono essere sicuramente attribuite sono poche. In ogni caso tutti i lavori rintracciati fino ad ora sono da far risalire all'epoca precedente il 1630, anno nel quale entrò in convento. L'affermazione del Gerber che lo definisce “un celebre contrappuntista e compositore di musica sacra del XVII secolo in Italia” fa ritenere che opere sue posteriori siano oggi disperse. Le musiche del Tadei rispecchiano fedelmente i canoni della scuola veneziana. Il senso di contrasto nell'alternarsi dei cori, l'uso degli strum. a fiato e a corda, il contrappunto prevalentemente accordale rispecchiano la caratteristica della mus. del primo barocco e della scuola veneziana, della quale il Tadei fu discepolo. E'improbabile che l'eventuale scoperta di altre composizioni del Tadei possa mutare la valutazione artistica; ma e certo il fatto che, come allievo di Gabrieli, egli ebbe una posizione di rilievo nella società dell'epoca.
 
 
COMPOS.: Mus. voc.: O beatum Carolum, mottetto per 5., A., B con Basso Principale in Parnassus musicus Ferdinandeus, Venezia, (1616) (a pud I. Vincenti); Psalmi vespertini integri omnium solemnitatum 8 v. modulati cum Bc., Venezia, (1628) (apud B. Magni); Hodie beata virgo, mottetto per 2 vl., tr.(trb), 3 (4) trb., 4 v. e Bc. per org. (Stiftsbibliothek, Kremsmünster-Cod. Lechler 12); Missa sine nomine a 16 v. (Vienna, Bibl.Naz.Austr.,Ms.16702), pubbl. in ed. moderna a cura di W. Jesinghaus (Lugano, 1937). Altre trascr. della messa (mss) sono state effettuate da Don Siro Cisilino (Venezia) e Edwin Loehrer e Luciano Sgrizzi per la RSI (Lugano).
 
 
BIBL.: E.L. Gerber, Historisch-biographisches Lexikon der Tonkünstler, II, Lipsia 1792, 613; L. v. Kochel, Die Kaiserlische Musikkapelle in Wien von 1543 bis 1867, Vienna 1869; Thieme-Becker, Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler, vol. 32, Lipsia 1938; R. Eitner, Biographisch-bibliographisches Quellen-Lexikon, vol IX, 341, 388, 415; H. Federhofer, A. Tadei, a pupil of Gabrieli in MD VI, 1952, 115-131; id., Graz Court musicians and their contribution to the “parnassus musicus Ferdinandeus” in MD IX,1955, 167 seg.; O. Wesseley, Musik in Oberösterreich, Linz 1951, 23; A. Kellner, P. Benedikt Lechler in Jahresberichte (1933-36) des Obergymnasiums der Benediktiner zu Kremsmünster, 1933, 3-4, 17; id., Musikgeschichte des Stiftes Kremsmünster, Kassel-Basel 1956, 196–99; W. Jesinghaus, A.T. da Gandria in “Illustrazione Ticinese” 6 XI 1935; G. Vale, La cappella musicale del duomo di Udine in N. d'Arch. VII, 1930, 213.