Antognini, Cirillo
* Chiasso, sec. XIX. Tenore. Apparso tra gli interpreti della farsa I falsi galantuomini di G. Gerli, rappr. a Lodi nel 1831, in cui “seppe sostenersi da valoroso”. Da quel momento si guadagnò a poco a poco i favori del pubblico e della critica cantando opere di Mercadante, Rossini, Coccia, Donizetti, Bellini in diversi teatri della penisola italiana e della Sardegna. Malgrado il suo repertorio fondamentalmente orientato verso un canto da “tenore leggero” fu molto apprezzato per il suo cantare “assai forte”. Affrontò in seguito un repertorio orientato verso il genere moderno dove poteva dar sfogo a tutta l'enfasi del declamato. Suscitò entusiasmo nel Belisario di Donizetti ed ebbe molto successo nei teatri francesi in Lucrezia Borgia e Marin Falliero di Donizetti, il Giuramento di Mercadante, I Capuleti e i Montecchi di Bellini, e il Mosè di Rossini. Aperto ad una carriera internazionale fece una lunga tournée nelle Americhe (1845–46). Rimpatriato, si stabili con molta probabilità a Lugano, dove nel 1848 prese parte ad un'Accademia di canto a favore dei fuoriusciti italiani.
 
BIBL.: “Il Censore Universale dei Teatri” 1831-1836, passim; “L'Eco” 13 VIII 1834; “Il Figaro” 16 V 1835 e 1838-1840. passim; “Il Corriere delle Dame”, 1838, passim; “Il Corriere dei teatri” 1838-39, passim; “Il Pirata” 1840, passim.