Zandonai, Riccardo
* Sacco di Rovereto (Trento), 1883 + Pesaro, 1944. Operista italiano della generazione postpucciniana, i cui lavori tuttavia, pur innovando soprattutto nella raffinatezza della strumentazione, non vanno molto oltre gli schemi dell'opera verista. Nel 1913 il compositore trascorse alcuni mesi nella villa che l'amico Tancredi Pizzini aveva fatto costruire a Figino sul lago di Lugano, denominata “Villa Conchita” in omaggio all'opera Conchita, ultima fatica di Zandonai andata in scena nel 1911. Fu sulle rive del Ceresio che il musicista compose gran parte della suo opera successiva: Francesca da Rimini, il suo capolavoro. Il 17 giugno, un mese dopo il suo arrivo a Figino, egli già poteva scrivere all'editore Tito Ricordi che aveva ridotto a libretto la tragedia di D'Annunzio: “Il terz'atto è compiuto e ho l'impressione di aver musicato, della tragedia dannunziana, la parte più difficile e pericolosa”. È anche a Figino che, oltre ad aver composto parte del quarto atto, Zandonai iniziò le prove con la cantante Tarquinia Tarquini, che già aveva portato al successo Conchita e che della prima rappresentazione della Francesca da Rimini sarebbe stata la protagonista. Legata sentimentalmente al musicista, la Tarquini era spesso accompagnata a Figino dall'editore Tito Ricordi.
 
BIBL.: A. Marchetti, “Operisti celebri nel Ticino” in Almanacco della Croce Rossa Svizzera 1977, Berna 1977, 70-75.