Sgrizzi, Luciano Girolamo Donato
* Bologna, 30 X 1910 + Montecarlo, 11 IX 1994. Secondogenito di Domenico, impiegato postale, e di Adele Crema. Morto il padre suicida quando aveva sei anni, iniziò lo studio del pianoforte a otto spinto dallo zio Girolamo, musicista direttore di banda. A tredici anni fu accettato dall’Accademia Filarmonica di Bologna, in quanto troppo giovane per essere ammesso al diploma di pianoforte in conservatorio. Dal luglio 1924 al gennaio 1927, accompagnato dalla madre e dallo zio, soggiornò lungamente in due riprese nell’America del Sud tenendo concerti come ‘bambino prodigio’ in vari teatri dell’Argentina, dell’Uruguay, del Cile e del Brasile. Ritornato in Italia si diplomò in composizione nel 1929 e in organo nel 1930 sotto la guida di Luigi Ferrari-Trecate al Conservatorio di Parma, dove nel 1931 ottenne il diploma superiore di pianoforte. Nell’aprile 1929, insofferente verso il clima instaurato dal regime fascista, lasciò l’Italia per la Svizzera dove si accomodò a suonare in trio negli alberghi (Lucerna, Zurigo, Pontresina, Sils-Maria e in altri luoghi turistici) e in cui scelse di stabilirsi regolarmente nel 1931 rimanendo legato sei mesi all’anno (da aprile a settembre) fino al 1947 al Kursaal di Berna. In quel periodo divideva l’attività musicale con l’interesse per la letteratura e le ricerche in ambito storico. Nel 1934 e per tre inverni soggiornò a Parigi, approfondendo privatamente la composizione con Albert Bertelin, autore di un noto trattato di composizione (1931-34) nonché professore all’École César-Franck, frequentando nel contempo Léonce de Saint-Martin, organista a Notre-Dame, e il compositore Georges Migot. Delle sue composizioni di quegli anni si segnalano l’esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra il 24 ottobre 1935 diretto da Hans Haug a Radio Losanna (solista il compositore) e l’ouverture da concerto Celebrazione della morte all’Accademia di S. Cecilia il 19 febbraio 1939 a Roma, vincitrice di un premio indetto da quella istituzione. Nel 1946 accettò da Richard Schlessinger, musicista residente a Baden proprietario di una piccola casa editrice a Parigi, l’incarico di strumentare le sue composizioni, attività proseguita fino al 1948.
Nel 1947 si trasferì a Lugano iniziando a collaborare con la Radio della Svizzera italiana (RSI), avviando la rubrica Fantasticando al pianoforte, esibendosi alla tastiera, tenendovi cronache letterarie, scrivendo radiodrammi (La pistola del marchese di Rufignac, 1949, Bolero, 1951, La lunga strada, 1955) e adattamenti di opere, operette, commedie e drammi (Adolfo di Constant, 1949, Parsifal di Wagner, 1949, Boris Godunov di Puškin, 1950, Manfredi di Byron per la musica di Schumann, 1950, Don Giovanni di Molière, 1950, Il venditore di uccelli di Moritz West e Ludwig Held per la musica di Zeller, 1950, Pelleas e Melisenda di Maeterlinck, 1951, Boccaccio di Camillo Walzel e Richard Genée per la musica di Suppé, 1951), ma soprattutto come pianista accompagnatore, attività diventata esclusiva nel 1949, con contratto fisso a partire dal 1951 e protratta regolarmente fino al 1974. Nel 1948 vi suonò per la prima volta su un clavicembalo, scoprendo una sonorità che avrebbe determinato l’inizio di un orientamento retrospettivo che legò definitivamente il suo nome al recupero del repertorio antico. Gradualmente coinvolto da Edwin Loehrer nell’attività del Coro della RSI dal 1950 in poi come continuista, trascrittore e revisore per quanto riguarda soprattutto la produzione di musiche del Cinque, Sei e Settecento, partecipò alla stagione che negli anni 60 portò alla notorietà internazionale le registrazioni della Società cameristica di Lugano (emanazione del coro radiofonico), di cui fu fondatore nel 1961. Parallelamente attraverso il disco si fece conoscere sia come clavicembalista, sia come esecutore al fortepiano, tenendo concerti e partecipando a vari festival internazionali: Salisburgo, Ascona, Stresa, Spoleto, Roma, Napoli, Bari, Milano, Torino, Brescia, Padova, Parigi (Marais, Festival Estival, Maison de l’ORTF), Lione, Tolosa, Liegi, Fiandre, Barcellona, Praga, Ginevra ed altri. Nel 1970 perse un occhio in seguito a un incidente stradale, ciò che non gli impedì di proseguire l’attività concertistica e di diventare uno dei maggiori interpreti della musica clavicembalistica del Sei-Settecento.
Nel 1980 fu nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, e nel 1985 Officier dans l’Ordre des Arts et Lettres dal Ministro della Cultura francese Jack Lang.
Nel 1981 si era stabilito a Mentone.
Una copia del suo diario manoscritto è depositata presso il fondo Ricerche musicali nella Svizzera italiana nell’Archivio di Stato del Cantone Ticino a Bellinzona.

Come compositore si formò nel clima del primo dopoguerra, dapprima subendo l’influenza di Debussy e Ravel, ma ben presto orientato al recupero dei modelli preottocenteschi, esibito nelle titolazioni spesso richiamanti autori del passato rivisitati anche in termini di vera e propria trascrizione. In continuità con tale atteggiamento va considerato il lavoro di revisore di musica rinascimentale e barocca.
Come interprete si affermò internazionalmente quale clavicembalista. La scelta di tale strumento, come successivamente del fortepiano, ne rivela la vocazione cameristica proprio nel senso del raccogliersi nel godimento quasi privato del suono. Il suo ideale era il clavicordo, lo strumento dell’interiorità, del suonare per sé, da aprire come una specie di diario a cui affidare le riflessioni più intime e private. In questo senso la sua inclinazione estetica si rivelava consentanea ai due autori maggiormente valorizzati dalle sue interpretazioni: Domenico Scarlatti restituito attraverso la folgorante tecnica dell’arpeggio e risorse innumerevoli di fantasia sempre tenuta a bada da un controllato procedere a misura di un pronunciato senso formale, e Rossini nei pezzi pianistici della vecchiaia che, sullo strumento risuonante con l’asciuttezza di un clavicembalo fuori epoca, veniva còlto in posizione distaccata dal mondo circostante, scrutato con occhio disincantato.
 
COMPOS.:
Pianoforte: Burlesca e Minuetto (1927-1928); Dancing Song: Valzer (1933); Sonata (1934); Ostinati (1956), Ed. Suvini Zerboni, Milano.
Due pianoforti: Soirée de Vienne d'après Joh. Strauss (1932).
Musica da camera: Introduzione e Scherzo per flauto e pianoforte (1927); Cinque liriche per canto e pianoforte (1928); Rêverie e Scherzo per violino e pianoforte (1928-1929); Introduzione e finale per violino e pianoforte (1933); Sonata per violino e pianoforte (1933); Trio op. 5 per archi (1935); Introduzione e Scherzo per violino e pianoforte (1937); Petite Valse sur deux motifs de Claude Debussy per violino e pianoforte (1946); Motivo per il ‘film radiofonico' "Karma" di Francis Borghi per voce e pianoforte (1948); Quinario per flauto, violoncello, soprano e pianoforte (1951-1953); Introduzione e allegro per flauto e pianoforte (1954); Musica per il coro degli scoiattoli su un canto popolare ticinese per fagotto, 3 corni, 3 tromboni, timpani, tam tam, 2 violoncelli, contrabbasso, per il radiodramma Ballata per Tim pescatore di trote di Carlo Castelli (1956); Cinque moti perpetui sopra canti popolari ticinesi e lombardi per pianoforte, violino, viola e violoncello (1956-1957), anche per orchestra da camera; Elegia e Scherzo per flauto, fagotto e pianoforte (1957), Ed. Bongiovanni, Bologna.
Orchestra: Tre impressioni (1928); Blue Deep, Ed. Divonne, Parigi (s.d.); Concerto per pianoforte e orchestra op.6 (1935); Morceau de Concert per clarinetto e piccola orchestra (1936); Concerto per orchestra (1936); Celebrazione della morte, ouverture da concerto (1937); Le Eumenidi, ouverture (1938); Suite napoletana, trascrizioni da Cimarosa, Pergolesi, D. Scarlatti, Paradisi (1951), Ed. Suvini Zerboni, Milano; Suite belge, trascrizione di opere di clavicembalisti belgi del XVIII secolo (Jean-Baptiste Loeillet, Dieudonné Raick, Pietro Antonio Fiocco, Josse Boutmy) (1951), Universal Edition, Wien; Paesaggi (1951); English Suite, trascrizione di opere di virginalisti inglesi (1952), Universal Edition, Wien; Elegia e Scherzo (1952); Viottiana (1954), Ed. Suvini Zerboni, Milano; Sinfonietta rococò (1956), Oertel, Berlin; Capriccio per flauto e orchestra da camera (1956), Ed. Suvini Zerboni, Milano; Suite serenata (1958); Divertimento su [presunte] musiche di Carlo Evasio Soliva (1967); Concertino per flauto, oboe e orchestra d'archi (dalle Sonate op. 5 di L. Boccherini), s.d.
Elaborazioni: Anonimi del XIII sec., Laudario da Cortona per soli coro e orchestra (1960); Alessandro Tadei, Missa sine nomine a 16 v. per coro e orchestra (1963).
 
REVISIONI:
per la RSI:
F. Cavalli, Salve Regina a 4 v. (1955); Monteverdi, Venite venite duetto (1955), Come dolce oggi l’auretta, Altri canti di Marte (1956), Tirsi e Clori (1958), Lamento della ninfa, Lamento di Erminia (1957), Ballo delle ninfe d’Istro (1958), Ritornelli da Orfeo (1974); D. Scarlatti, Stabat mater per coro a 10 v., archi e org. (1956); Banchieri, La saviezza giovenile (1957), La barca di Venezia per Padova (1959), Lo zabaione musicale (1959), Vivezze di Flora e Primavera (1960); Caldara, Il giuoco del quadriglio (1962); Pergolesi, Guglielmo d’Aquitania (1964); Rinaldo da Capua, La zingara (1964); G.M. Orlandini, Bacocco e Serpilla (1964); A. Lotti, Laudate pueri, Cantata “Fin che l’alba rugiadosa”, Vere languores a 3 v., La vita caduca a 5 v. (1964); Pergolesi, Salve Regina, per sopr. e archi (1964); Pergolesi, Livietta e Tracollo (1964); Vivaldi, La Senna festeggiante (1964); Monteverdi, Ballo delle ingrate (1964); Anonimo XVI sec., Pavana, Danza tedesca, Gagliarda francese, Il corteo di tre re (1966); Pietro Domenico Paradisi, Concerto per clav. e archi (1966); J.C. Bach, Concerto op. VII n. 5 per fortepiano e archi (1966); W.F. Bach, Concerto in la min. per clav. e archi (1966); F. Durante, Concerto per clav. e archi (1967); Vivaldi, Kyrie a 8 v., Confiteor a 3 v. (1967); J. Offenbach, Valzer, Terzetto e Duetto da Un marito alla porta (1968); Pergolesi, Dies irae (1969); E. De Cavalieri, Rappresentazione di anima e di corpo (1970); Marazzoli, Ermindo, cantata a 5 soli (1970); Galuppi, Gloria, Kyrie (1976).

Ha curato inoltre per Michel Corboz e l’Ens. vocal de Lausanne l’ediz. di Ercole amante di Cavalli (1978) e dell’Incoronazione di Poppea di Monteverdi (1986). In collab. con L. Bianconi ha curato l’ediz. de La finta pazza di F. Socrati (Venezia, Teatro La Fenice 1987).
 
EDIZIONI:
Benedetto Marcello, 12 Sonates pour clavecin, in collab. con Lorenzo Bianconi (= Le Pupitre XXVIII), Heugel et Cie., Paris 1971; Alessandro Scarlatti, Neuf Toccatas pour clavier, Heugel et Cie., Paris 1990.
 
DISCOGRAFIA:
Dopo avere già registrato per Cycnus vari dischi con sonate di Domenico Scarlatti (Grand Prix du disque de l’Académie Charles-Cros e Edison Music Award nel 1965), di questo autore spiccano le 285 sonate registrate per Erato tra il 1970 e il 1982. In campo clavicembalistico sono pure da menzionare l’Antologia della musica clavicembalistica italiana dei sec. XVI e XVII: P. Scarlatti, D. Scarlatti, Zipoli, Galuppi, Paradies, Pergolesi, Rutini, Cimarosa, Frescobaldi, Poglietti, Della Ciaja, B. Marcelli, Porpora, Platti (Cycnus 1962, 1964, 1965), nonché i Concerti di Vivaldi trascritti da Bach per Cycnus (Grand Prix du disque de l’Académie Charles-Cros e Grand Prix des discophiles, 1964), composizioni di Händel (Cycnus 1966), i Concerti per 2 clav. di J.S. Bach, J.C. Bach, W.F. Bach, J.L. Krebs con Huguette Dreyfus (Erato 1970), P. Soler et les disciples ibériques de D. Scarlatti (Erato1970), 5 Suites di J.B. Loeillet (Erato 1971), Florilège du clavecin à Venise: Galuppi, B. Marcello, Alberti, Bertoni, Turrini, Pescetti, Platti (1971), Toccate di Alessandro Scarlatti (Erato 1972), J.S. Bach, Toccata in re magg., Aria variata alla maniera italiana, ecc. (Alpha 1972), Sonate a 4 mani di J.C. Bach, Mozart, con Michèle Delfosse (Alpha 1973), Suites, Sonate, Capriccio, ecc. di Händel (Erato 1973,1975), Deux siècles de musique allemande: Froberger, J.S. Bach, Mozart (Erato 1976), J.S. Bach, Tre concerti con Gérard Jarry, Jacques Chambon, Orch. J.-F. Paillard (Erato 1977), J.S. Bach, Concerto italiano, Partita n. 4, Fantasia crom. e fuga (Erato 1978), J.S. Bach, 12 Concerti per clav., con H. Dreyfus, Luigi F. Tagliavini, Yannick Le Gaillard, Drottningholmer Barockensemble (Erato 1979), Sonate di Paradies (Accord 1989).

Come esecutore al fortepiano comparve in: Clementi, Sonate e Valzer (Cycnus 1968); Haydn, Sonate (Erato 1970); C.P.E. Bach, Concerto per clav., fortepiano e orch., con Robert Veyron-Lacroix e Orch. J.-F. Paillard (Erato 1972); Clementi, Sonate e Monferrine (Alpha 1973); C.P.E. Bach, Composizioni (Erato 1973, 1979); J.C. Bach, Concerti, con Ens. Instr. de Lausanne diretto da Michel Corboz (Erato 1976); J.C. Bach, J.P. Kimberger, C.P.E. Bach, Concerti, Orch. J.-F. Paillard (Erato 1976); Cimarosa, 58 Sonate (Erato 1971-1989).

Grand Prix du disque de l’Académie Charles-Cros assegnati alla Società Cameristica di Lugano diretta da Edwin Loehrer, di cui Sgrizzi faceva parte (dischi Cycnus): 1962 Monteverdi, Combattimento di Tancredi e Clorinda; 1963 Laudario di Cortona, elab. di L. Sgrizzi; 1964 Monteverdi, Madrigali guerrieri e amorosi; 1964 Rossini, Les péchés de ma vieillesse; 1965 Monteverdi, Il ballo delle ingrate; 1965 Vivaldi, Cantate e Sonate.
Premio della critica italiana assegnato nel 1964 a Monteverdi, Combattimento di Tancredi e Clorinda
 
BIBL.:
La Musica, Diz., II, Torino 1971, pp.1099-1100; Diz. encicl. univ. della musica e dei musicisti, Le biografie, a cura di A. Basso, VII, Torino 1983, p. 248; Dictionnaire des interprètes et de l’interprétation musicale au XXe siècle, a cura di A. Pâris, Paris 1995, pp. 873-874; P. Rattalino, Loehrer e Sgrizzi, discordia concordans, in Symphonia, 14, marzo 1992, pp. 4-5; C. Piccardi, Eclettico e cosmopolita. Luciano Sgrizzi in memoriam, in Dissonance/Dissonanz, 42, novembre 1994, pp. 31-32; Dictionnaire de la musique, a cura di M. Vignal, Paris 1999, p. 790; The New Grove Dict. of music and musicians, 2 ed., XXXIII, London 2002, p. 188; L. Bianconi, La temperata irregolarità dell’estro di Luciano Sgrizzi, in Bloc notes, 48 (2003), pp. 163-169; Dizionario storico della Svizzera, a cura di M. Jorio, XI, Basilea-Locarno 2012, p. 547; Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani), XCII.