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Società Svizzera di musicologia,
Benvenuto alla SSM-SI |
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La società svizzera di musicologia, sezione della Svizzera italiana si occupa di promuovere
attivamente la ricerca nel campo musicologico e musicale. La SSM-SI, grazie a questa piattaforma virtuale,
vuole diventare un punto di riferimento per la musicologia applicata nella Svizzera italiana. Nel sito trovate il cuore delle nostre attività: le conferenze annuali organizzate presso il Centro San Carlo di Lugano, il bollettino con gli estratti delle conferenze degli ultimi anni, i progetti in corso, le banche dati e i centri di ricerca più importanti presenti nella nostra regione. La nostra sede si trova presso la Fonoteca Nazionale Svizzera, Via Soldino 9, CH-6900 Lugano Tel. ++41 091 961 64 00 - >->-> e-mail |
| Calendario 2010 |
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| Ernest Bloch, tra Ticino e Italia Mostra fotografica |
Martedì 11 maggio, ore 18 Aula 418 Fonoteca Nazionale Svizzera Centro San Carlo, Besso GIOVANNI CONTI Orfeo tra musica e teatro: sguardo storico attraverso sacralità e dissacrazione, corruzione e decadenza del mito L’ultimo appuntamento con gli “Incontri mensili” delle Ricerche musicali nella Svizzera italiana, martedì 11 maggio alle 18.00 alla Fonoteca nazionale, ci confronterà con il mito di Orfeo. Ce ne parlerà Giovanni Conti, musicologo e membro della nostra associazione, che ne ha fatto oggetto di studio approfondito. Nel contesto culturale in cui prese vita, il mito di Orfeo fu di per sé collocato in un contesto definibile "sacro". Il fatto stesso che da esso scaturirono ritualità di carattere religioso di cui si hanno testimonianze a partire dal V secolo a. C., ne è in parte dimostrazione. Il concetto di "sacro" fatto proprio dalla cultura e dalla religiosità dei primi secoli del Cristianesimo, ha però investito anche un mito solo apparentemente lontano dalla speculazione teologica che fu alla base del pensiero cristiano. Orfeo, quindi, e tutta la simbologia ad esso connessa, entrano in una tradizione che non esita ad applicare le qualità positive del "semideo" all'Uomo di Nazareth e il passaggio nel regno dei morti di colui che fu Argonauta, alla discesa del Cristo agli inferi per "conoscere" coloro che furono in terra prima di lui. Un accostamento delle due figure sopravvissuto al di là di ogni lettura canonica - peraltro assente - attraverso consapevoli o meno realizzazioni teatrali e musicali che, nonostante variazioni della vicenda, epiloghi modificati, personaggi inventati, ha attraversato i secoli mantenendo intatto quell'alone di sacralità tangibile sia sotto il profilo pagano sia sotto quello della cultura cristiana. L'Ottocento riuscirà ad approcciarsi al mito non solo banalizzandolo, ma compiendo una rottura dissacrante fatta più di trancianti soluzioni musicali e teatrali che di "irriverenza" del narrato. Solo il Novecento, con i suoi canoni per i più ancora di difficile comprensione, tenterà riappropriazioni attraverso letture in cui la dimensione del "sacro", pur percettibile, ha assunto caratteristiche di laicità, a causa delle quali il mito è vissuto come il trionfo dei sentimenti. |
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