Antonini, Pietro
* Faido, 6 VIII 1948. Direttore d'orchestra e compositore. Ha studiato pf. con Jean-Jacques Hauser, compos., strum. a perc. e direzione d'orch. al cons. di Parma dove si è diplomato con P. Guarino, C. Togni e A. Campori. Ha diretto numerose orch. in Svizzera e in Italia e dal 1976, oltre all'attività direttoriale, è responsabile della mus. da camera e produttore di emissioni di argomento mus. presso la RSI fra cui il programma “Scegliete l’interprete”, molto seguito dagli appassionati perché metteva a confronto diverse letture di pagine fondamentali della letteratura musicale ad opera dei più celebrati musicisti.
Per numerosi anni ha guidato il “Gruppo Musica Insieme” dirigendo decine di prime esecuzioni assolute dei principali compositori italiani, da Luca Francesconi a Ivan Fedele a Ennio Morricone a Fabio Vacchi, e molto altri, nell’ambito del Festival organizzato da Musica Insieme a Cremona, con frequenti repliche in varie città italiane ed europee.
Con alcuni membri dello stesso gruppo, specializzato nella musica del ’900 e contemporanea, ha registrato Pierrot lunaire, i Brett-Lieder di Arnold Schönberg e Palmström op.5 di Hanns Eisler (Nuova ERA) con la partecipazione di Karin Ott nel ruolo solistico.
Nel corso degli anni ha diretto concerti e registrazioni con l’Orchestra delle Svizzera italiana come direttore ospite.
Nel 1991 lascia la RSI Rete Due e l’attività di compositore e direttore d’orchestra per assumere la carica di direttore artistico e amministrativo della Fondazione per l’Orchestra della Svizzera italiana (FOSI), nata in quell’anno. La guiderà per oltre un quarto di secolo: 17 anni alla direzione artistica e dal 2008 al 2017 quale presidente del Consiglio di Fondazione.
Il suo impegno con l’Orchestra si concluderà, dopo difficili anni di trattative, con la firma della nuova convenzione artistica e finanziaria tra la RSI/SSR e la FOSI, sottoscritta nel 2017.
Grazie alla creazione della Fondazione, ha condotto l’orchestra fuori dal guscio protettivo della Radiotelevisione, trasformandola, con il significativo sostegno finanziario dello Stato del Cantone Ticino, in uno strumento al servizio di un pubblico di appassionati che si aspettava proposte varie, non soltanto tra le mura della RSI, ma anche in sale e chiese sparse nel territorio della Svizzera italiana.
In pochi anni, sotto la sua guida, la qualità dell’OSI è cresciuta per merito della nuova programmazione basata su repertori che permettessero un uso dell’organico orchestrale a geometria variabile: l’OSI in certi periodi dell’anno suona come un’orchestra da camera, e in altri come una grande orchestra sinfonica. In questo modo non solo il pubblico ha la possibilità di ascoltare programmi molto diversi, che spaziano dal Settecento al grande repertorio sinfonico tardo ottocentesco e del primo Novecento, ma anche i musicisti possono maturare sperimentando pagine fondamentali della letteratura musicale prima escluse dalla programmazione precedente. Per differenziare in modo chiaro l’offerta musicale, Antonini ha suddiviso l’attività concertistica in due grandi blocchi, quello con repertori sinfonici al Palazzo dei Congressi (Concerti d’Autunno) e quelli invernali all’Auditorio della RSI con programmi più mirati alle attese della RSI.
Nel corso degli anni vi è stato un notevole progresso della qualità dell’OSI dovuto ad una serie di motivi, fra cui certamente l’oculata scelta dei direttori ospiti, un ampio rinnovamento generazionale fra gli strumentisti e l’arrivo di direttori principali come Serge Baudo, Mikhail Pletnev e Alain Lombard che hanno saputo migliorare in modo esponenziale l’immagine dell’orchestra in casa, ma anche a livello internazionale.
La scelta dei maestri ha sempre rappresentato la chiave della gestione artistica dell’OSI per Pietro Antonini che ha sottoscritto, come presidente della FOSI, anche il contratto di Markus Poschner, convinto che fosse adatto a proseguire sul solco tracciato dai grandi nomi che l’avevano preceduto.
Antonini si è sempre battuto affinché l’OSI mantenesse o migliorasse il proprio spazio all’interno dei festival musicali della regione come Lugano Festival e Settimane Musicali di Ascona, affinché la formazione di casa potesse confrontarsi alla pari con le grandi orchestre ospiti delle due rassegne. L’immagine dell’OSI si è molto arricchita anche grazie ai numerosi concerti nelle principali sale svizzere, dalla Tonhalle di Zurigo al KKL di Lucerna alla Victoria Hall di Ginevra, e ai frequenti concerti a Milano, Pavia e Bergamo. Di particolare significato sono state le serate al Musikverein di Vienna, al Concertgebouw di Amsterdam e alla Philharmonie di San Pietroburgo.
Nel corso degli anni, nelle ricerca di un continuo progresso della qualità dell’Orchestra, Antonini si è molto adoperato affinché le condizioni delle sale fossero adeguate al livello artistico dei musicisti. La Sala del Palazzo dei Congressi di Lugano è stata migliorata nell’acustica tramite il laborioso montaggio di una struttura in legno che l’ha resa accettabile per gli interpreti e per il pubblico. Ciò ha contribuito a convincere il potere politico della necessità di una sala concertistica degna della Città. E’ nato così il Centro Culturale del LAC che ha finalmente dotato il paese di una vera sala per la musica colta.
Parallelamente alla guida dell’OSI, Antonini ha accettato di assumere anche la responsabilità della direzione artistica di Lugano Festival nel 2003, dapprima per rispondere ad un’esigenza contingente; poi, continuando per un decennio, con l’intenzione di armonizzare le diverse proposte musicali della Città di Lugano, nell’alternanza di orchestre e artisti provenienti da ogni angolo del mondo con i concerti dell’OSI.
Ha lasciato quest’ultima carica nel 2013, nelle convinzione che l’imminente apertura della nuova sala del Centro Culturale del LAC avesse bisogno di idee e energie nuove.
Antonini è stato pure membro per molti anni del Comitato delle Settimane musicali di Ascona, dapprima come rappresentante della RSI, in seguito come direttore artistico dell’OSI e, contemporaneamente, della Commissione culturale cantonale, anche con la carica di presidente della Sezione musica.
Con la compos. Iter per orch. (1977) ha rappresentato nel 1978 la Svizzera alla "Tribune internationale des compositeurs" a Parigi. Il brano è stato ripreso e diffuso da molte emittenti radiofoniche in Europa.
 
COMPOS.: Quattro pezzi per 2 cl. (1972); Tre pezzi per sette strumenti (1972); Proverbi per coro misto e perc. (1973); Quattro schizzi per orchestra (1974); Iter per orch. (1977).