Vogel, Wladimir Rudolfovic
* Mosca, 29 II 1896 + Zurigo, 19 VI 1984. Compositore. Figlio di un commerciante tedesco e di madre russa, la famiglia assecondò i suoi talenti per la musica e per il disegno. Prima ancora di frequentare la scuola tedesca iniziò a studiare il pf. con un insegnante del cons. di Mosca. A 15 anni, grazie a uno zio segretario della Società Filarmonica, fu messo in relazione con Aleksandr Skrjabin, la cui spinta spiritualistica oltre i confini della tonalità avrebbe influenzato i suoi primi brani pianistici. Durante la prima guerra mondiale, a causa del passaporto tedesco, fu internato con l'intera famiglia a Birsk negli Urali. Fu l'occasione per entrare in contatto con circoli letterari interessati al rinnovamento della poesia russa, mentre da Paul Lamm, pure internato, approfondi le conoscenze mus., soprattutto la strum. In seguito al trattato di pace di Brest-Litowsk che prevedeva lo scambio di prigionieri civili tedeschi con prigionieri russi, nel l9i8 emigrò con l'intera famiglia a Berlino. Qui apprese il mestiere di decoratore, che praticò per rendersi indipendente dalla famiglia, e continuò gli studi mus. con Erwin Brodsky e Heinz Tiessen. Nel 1920 entrò nella classe di perfezionamento per la compos. tenuta da Ferruccio Busoni all'Akademie der Runste. La scelta di far riferimento a Busoni, a una figura illustre impegnata nell'affermazione del principio di una "Nuova classicità" (equilibrio tra idea e forma), si iscriveva nella consapevolezza di dover dominare la prepotenza delle pulsioni passionali e soggettive della componente slava della sua personalità, attraverso la ricerca di un ordine da riscoprire nell'eredità della cultura mus. occidentale. Rimasto allievo di Busoni fino alla sua morte nel 1924, V. ne fu considerato l'erede più diretto anche se già a quel tempo egli fu attratto dalla figura di Schonberg che rifocolava la linea di ricerca "espressionistica" precedentemente portata avanti sotto influenza di Skrjabin. Negli anni berlinesi la sua scrittura saggiava molteplici direzioni, dal primato assegnato ai valori espositivi (gli Sprechlieder nach August Stramm del 1922 che, nell'unione di canto e parlato, anticipavano gli esiti dei decenni successivi), alla polifonia dissonante e politonale della Komposition für ein und zwei klaviere (19233, al costruttivismo di brani quali l'Etude-Toccata (1926) esaltante i valori motorico-ritmici. Ciò fu anche il risultato dell'intensa frequentazione di ambienti artatici che favorivano l'allargamento dei suoi interessi al di là della musica, soprattutto il gruppo Sturm, il Bauhaus e la Novembergruppe, quest'ultima importante anche per le implicazioni di impegno politico assegnate al compito del moderno artista che, insieme a molti altri musicisti di sinistra, spinsero Vogel a comporre canti e cori operai. Partecipò attivamente all'Arbeitermusikbewegung, schierandosi con l'ala rivoluzionaria guidata da Hanns Eisler che si identificava nella rivista "Kampfbund". Dall'ottobre 1928 al febbraio 1933 fu critico musicale del quotidiano "Die Welt am Abend" con contributi riflettenti la sua scelta ideologica e il suo interesse per l'evoluzione artistica della Russia sovietica, con la quale manteneva stretti legami propiziando lo scambio di musicisti con la Germania. La sua affermazione fu raggiunta con le Zwei Etuden fur Orchester (1930) diretti per la prima volta da à Hermann Scherchen ( e in seguito da importanti dir. quali Ernest Ansermet, Wilhelm Furtwangler, Fritz Reiner) e con il successivo oratorio Nagadu il quale non potè tuttavia godere della prevista prima esec. berlinese a causa dell'avvento del nazismo che, insieme a molti altri artisti di prima linea, costrinse il musicista all'esilio. Gli anni dal 1933 alla seconda guerra mondiale segnano la sua affermazione intern., in particolare con la sua partecipazione attiva ai festival della Società intern. di Musica Contemporanea (Firenze, Barcellona, Varsavia, ecc.), ma nel contempo costituirono un periodo di precarietà esistenziale determinata dallo statuto di profugo. Giunto in Svizzera nel 1933 ospite di Scherchen a Riva San Vitale ( per la preparazione della sessione di studi "15 anni di Nuova Musica" di Strasburgo, in cui fu assistente del grande dir.), vi poteva soggiornare solo con visto turistico, obbligato a lasciare il suolo elvetico ogni tre mesi e con la proibizione di svolgervi attività remunerata. Pur soggiornando a Parigi, Bruxelles e in altri luoghi, il legame con la Svizzera prese il sopravvento soprattutto grazie all'aiuto ottenuto da privati; fra questi due personalità che più tardi con lui avrebbero animato la vita culturale asconese, Wladimir Rosenhaum e Aline Valangin, la cui casa di Zurigo fu in quegli anni luogo di incontro di intellettuali fuorusciti di Germania e Italia (Silone, Toller, Tucholsky, Canetti, ecc.). Attraverso la loro residenza dl Comologno ("La Barca") avvennero i primi contatti di V. con il Ticino. Qui nel 1936, nell'ambito di un corso da lui organizzato e dedicato alla mus. contemporanea e preclessica, egli ospitò Willi Reich a tenere lezioni sulla dodecafonia. A quel periodo risale infatti l'avvicinamento alla Scuola mus. di Vienna, in parte dichiarato nell' Epitaffio per Alban Berg per pf., composto dopo la notizia della morte del grande compositore, e gradualmente maturato con l'adozione della tecnica dei dodici suoni attraverso il Concerto per violino (1937) e i Madrigaux per coro a capp. composti a Comologno nel 1938-39. Lo scoppio della guerra significò per V. l'inizio di un periodo estremamente problematico. Confinato a Comologno senza possibilità di lavoro e di libero movimento, senza la garanzia di una sicura residenza nel nostro paese, l'opera sua maggiore di quegli anni ( Thyl Claes), evocante la rivolta della Fiandra contro l'intolleranza religiosa e l'oppressione spagnola nel XVI sec., affonda la sua verità non solo nel sotteso messaggio di lotta contro il totalitarismo, ma anche in una oggettiva condizione individuale di "segregazione" che ne fa una testimonianza profondamente vissuta. Il Thyl, commissionato dal coro parIato "Les Renaudins" di Bruxelles dopo il successo di Wagedu presentato in prima esec. nel 1935 sotto la direzione di Scherchen nella capitale belga appunto, consta di una prima parte composta nel 1937-38 che non potè però venire eseguita a causa dell'invasione del Belgio da parte dei nazisti nel 1939. La seconda parte, composta nel 1943-45 su incarico di Radio Ginevra, dove il 19 maggio 1943 era stata presentata in prima mondiaIe la prima parte, fu diretta come la precedente da Ernest Ansermet. Concepito come esteso campo d'azione di coro parlato e di recitanti, esso si pone al centro della creatività di Vogel come messa a punto dei rapporti musica-parola nei suoi molteplici aspetti e come approfondimento della tecnica dodecafonica che informa integralmente la seconda parte del lavoro. Il dopoguerra rivide il compositore intensamente impegnato a riallacciare rapporti sul fronte intern., in particolare in funzione dell'affermazione del metodo di composizione dodecafonico. Nel 1948 egli si fece addirittura promotore di una conferenza tenuta ad Orselina come sessione preparatoria del Primo Congresso Intern. per la Musica Dodecafonica organizzato a Milano dal 4 al 7 luglio 1949. Inoltre, sebbene Vogel seguisse un modello personale di dodecafonia distinto da quello schonberghiano per l'impiego di intervalli cantabili nelle parti vocali e per l'equilibrio risolto in favore dei rapporti consonanti nella costruzione della serie, occorre riconoscergli un ruolo primario nella diffusione della dodecafonia nel nostro paese attraverso gli allievi che lo frequentarono (Rolf Liebermann, Jacques Wildberger, Rober Suter). La residenza ad Ascona fin dalla fine della guerra, con l'ottenimento della cittadinanza svizzera nel 1954, segnò anche l'incremento di un suo impegno in campo nazionale, benchè non gli venissero mai meno i riconoscimenti conferitigli all'estero, come membro dell'Accademia Filarmonica Romana, dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e come membro ordinario dell'Akademie der K0nste di Berlino. Determinante fu ad esempio il suo ruolo nella creazione del Kammeraprechchor sorto a Zurigo nel 1951 per iniziativa di Ellen Widmann, complesso unico nel suo qenere la cui attività rimane fondamentalmente legata alle opere che il musicista gli dedicò, in particolare l' Arpiede (1954) sul testo di Hans Arp, cantata dai risvolti burleschi di umorismo surrealistico. L'integrazione nell'ambiente culturale svizzero, attraverso i contatti con pittori, architetti, scrittori secondo interessi sempre vivi nella coscienza del musicista, venne sicuramente incrementata con il trasferimento a Zurigo nel 1964. Alla città di Zurigo è appunto dedicata la cantata Gli Spaziali (1970-71), ulteriore tentativo di definizione del rapporto musica e testo attraverso l'impiego differenziato di parola cantata-parola parlata nella messa a punto di grandi forme concepite da Vogel come moderna risposta all'"inattualità" della forma operistica, cioè nel solco estetico del cosiddetto "dramma-oratorio" precedentemente battuto, oltre che nei noti capolavori della gioventù, in Jona ging doch nach Ninive (1958) nella à Meditazione su una maschera di Modigliani, composta su poama di Felice Filippini per l'inaugurazione del nuovo studio della RSI il 31 marzo 1962, e in Flucht (1964). Le ultime sue compos. concepite per formazioni cameristiche sono esempi della creatività di un artista giunto all'estremo grado di maturità, per capacità di sintesi, senso dell'economia dei mezzi e ricerca della dimensione dell'ascolto interiore. Alla sua morte l'intero suo archivio, comprendente compos. autografe e edizioni a stampa, é stato donato alla Zentralbibliothek di Zurigo.
 
COMPOS.: Dramma-Oratori : Wagadus Untergang durch die Eitelkeit (Leo Frobenius), oratorio per 4 soli, coro e 5 sass. (1930), Ricordi; Thyl Claes, Fils de Kolldraeger (Charles de Coster), oratorio epico in 2 parti per S, 2 v. recit., coro parlato e grande orch.(1938-1945),Ricordi; Jona ging doch nach Ninive (Martin Buber) per Bar., Solosprecher, coro parlato, coro e grande orch. (1957-58), Bote & Bock; Meditazione sulla maschera di Modigliani (Felice Filippini), cantata per 4 soli, v. recit., coro e grande orch. (1960), Ricordi; Flucht (Robert Walser), dramma-oratorio per v. recit., 4 v. cantanti, coro parlato e orch. (1963-64), Bärenreiter; Gli Spaziali / Ceux de l'Espace / Menschen im Veltraum (Herbert Meier), dramma-oratorio per 2-3 solisti recit., quint. voc. e grande orch. (1970-71), EA. Altre op. voc. : Man sieht nicht den tiefblauen Himmel (Eugenie Ralmaer) per S e pf. (1913), ms.; Die Bekehrte (J.W. Goethe) per S e pf. (1920), EA; Drei Sprechlieder nach August Stramm per v. virili gravi e pf. (1922), EA; Der heimliche Aufmarsch gegen di Sowjetunion (Erich Weinert) per Singstimme, coro (declamazione) e pf. (1930), Musgis Jungpionierenschritt (W. V.) per coro all'unisono e perc. (1931), Arbeiterkultur; Sturmbezirk (D. Ussow) per coro all'unisono, ottoni e perc. (1932), Musgis; Sturmbezirk Wedding (Erich Weinert) per Singstimme (o coro) e pf. (1932), Musgis; Madrigaux (Aline Valangin) per coro a capp. (1938-39), BA; Tre Liriche sopra Poemi di Francesco Chiesa per v. virili gravi e pf. (1941), Ricordi; In Memoriam (Roger Vuataz) per A, vla, arpa e timp. (1947), ms.; Dal Quaderno di Francine Settenne (Francine Rosenhaum) per S acuto, fl. e pf. (1952), Suvini-Zerboni; Gewissheit (Carmen Hagmann) per S e pf. (1953), ms.; An die Jugend der Welt (W. V.) per coro e piccola orch. (1954), Ars Viva; Arpiade (Hans Arp) per S, coro recit., fl., cl., vla, vcl. e pf. (1954), Ars Viva; Goethe-Aphorismen (J.N, Goethe) per S e orch. d'archi (1954-55), Suvini-Zerboni; Antigone (Sophokles/Fr. Holderlin) per coro virile parlato e perc. (1955), ms.; Fünf Lieder (T.S. Eliot, J.R. Jimenéz, Chr. Wegelin, M. Gsteiger, D. Spoerry) per Ms e pf. (1956), ms.; Eine GotthardKantate nach Holderlin per Bar. acuto e archi (1956), Bote & Bock; Alla Memoria di Giovanni Battista Pergolesi (Guido Brezzo), recitativo ed Epitaffio per T e archi (1958), Ricordi; Das Lied von der Glocke (Friedrich Schiller) per soli e coro parlato doppio (1959), ms.; An die akademische Jugend (Notker Balbulus) per coro a capp. (1962), EA; An die akademische Jugend (Joachim von Watt) per coro e ottoni (1962), EA; Worte (Hans Arp) per 2 v. femm. e archi (1962), Heinrichehofen; Mondträume (Hans Arp) per coro recit. a capp. (1965), BA; 5 Lieder nach Texten von Nelly Sechs per A e archi (1966), EA; Schritte (T.S. Eliot, J.R. Jiménez, Chr. Wegelin, M. Gsteiger, D. Spoerry) per A e orch. (1968), ms.; Aforismi e Pensieri di Leonardo da Vinci, madrigali per coro a capp. (1969), Acc. Chigiana; Losungen aus "Manifest" von Herbert Meier per coro da camera a 4-8 v. con ctb. obbl. (1971), EA; Losungen aus "Manifest" von Herbert Meier per coro parlato a capp. (1971), EA; Rose (Nathan Labhart/W. V.) per v. recit., vl. e pf. 11980), ms.; Friede ? (W. V.), lamento per Bar., 2 tr., 2 trb. e orch. d'archi (1980), ms.; Traumgesicht (H. Neier), per Bar. e archi (1982), EA; Das Verhör (M. Bulgakow) per 2 recit. e quart. d'archi (1983), EA; Rückkehr und Folge (Aline Valangin) per S, fl., vl. e vol. (1984), EA. Nus. per orch.: Suite per archi e timp. (1922), ms.; Sinfonischer Vorgang (192223), ms. perduto; Sinfonia fugata (1925-28), ms.; Sturmmarsch per ottoni (1930), me.; Vier Etuden (1930-32), Bote & Bock; Rallye (1932), ms.; Tripartita (1933-34), Bote & Bock; Sept Aspects d'une série de douze sons (1949-50), Bote & Bock; Spiegelungen (1952), U.E.; Stretta für Orchester (1953), ms.; Preludio-Interludio lirico-Postludio (1954), Ricordi; Hörformen I (1967), ms.; Hörformen II (1967-69), EA; Choral in vierstimmiger Kanonform (1969), ms.: Abschied per archi (1973), Hug; Meloformen per archi (1974), EA; Komposition für Kammerorchester (1976), EA; In Signum IM (1976), EA; Verstrebungen (1977), EA; Verso-Inverso (1978), EA; Variationen über Tritonus und Septime per archi (1978), EA; Erstrebungen für 11 Instrumente (1979), EA; Pezzo sinfonico (1980), BA; Zusammenspiel für Orchester (1980), ms.; Reigen per orch. da camera (1981) ms.; Humoreske (1981), EA; Kontraste (1983), ms. Op. concert.: Konzert für Violine und Ochester (1937), Bote & Bock; Concerto per vcl. o orch. (1954), Suvini-Zerboni; Hörformen für Klavier und Streichorchester (1972), EA; Concertino für Flote und Streicher (1979), Eulenburg; Konzertante Musik per trio d'archi o orch. d'archi (1980), EA. MUB. da camera : Zusammenspiel per vl., vcl. e pf. (1919), ms. perduto; Streichquartett (1924), ms. perduto; Devise per sestetto di ottoni e perc. (1934), ms.; Musette per chit. (ca. 1939), Schott; Lento non troppo per quintetto di fiati (ca. 1940), ms.; Douze Variétudes sur une série de douze- sons non transposée per vl., fl., cl. e vc1. (1941-42), Suvini-Zerboni; Ticinella per fl., ob., cl., sax e fag. (19421, Suvini-Zerboni; (Quartettsatz) per quart. d'archi (1947), ms.; Fanfaren per ottoni (1955), ms.; Aria per val. e pf. (1956), ms.; Turmmusik I-IV per 3 tr., 4 cor. e 2 trb. (1958-59), ms.; Inspiré par Jean Arp per fl., cl., vl. e vel. (1965), Heinrichehofen; Analogien per quart. d'archi (1973), Heinrichehofen; Hörformen per fl., ob., cl. e fag. (1974), Gerig; Monophonie per vl. solo (1974), EA; Poème à Antonio Janigro per vol. solo (1974), EA; Hommage nach einer 6-Tonfolge von Hermann Jöhr per archi (1975), EA; Musik fur Holzbläser und Streicherensemble (1975), EA; Tersett per fl. (picc.), cl. e fag. 11975), Eulenburg; Quintett für Violoncello und Holabläser (1976), EA; Graphique per vl., vla e vcl. (1976), Bote & Bo-ck; Per otto strumentisti per fl., ob., cl., fag. e quart. d'archi (1978), ms.; Sonances per fl., ob., cl., fag., e quart. d'archi (1978), EA Erstrebungen für 11 Instrumente per 2 fl.(picc.), cl. e  doppio quart. d'archi (1979), EA; Concertino per fl. e quart. d'archi (1979), Eulenburg; Kleine Hörformen per fl. e pf. (1979), Eulenburg Kleine Hörformen per vla e pf. (1979), Hug; Contemplazione tra allegrezza per quart. a fiati di legno (1980),- ms.; Evocation per 2 tr. e 2 trb. (1980), Israel Music Zusammenspiel für Oboe und Streichtrio (1980-81), EA; Quintett per fl., cl. e quart. d'archi (1981), EA; Klarinettentrio (1982), EA; Trio per ob., cl. e fag. (1982), Kunzelmann Klangexpressionen per quart. d'archi o orch. d'archi (1983), EA; Colori 3 Movimenti per quart. d'archi (1983), EA. Per pf.: Prélude op. 1 (1912), ms.; Nature vivante (1917-1921), Heinrichehofen; Míkro-Suite (1921), ms.; Einsames Getröpfel (1921), Gerig; Moderato (1923), ms. perduto; Komposition für ein und zwei Klaviere (1923), ms.; Etude-Toccata (1926), Boosey & Hawkes; Zwei Studien zum gleichzeitigen Spiel auf weissen und schwarzon Tasten (1927), ms.; Lento e líríco (1927), ms.; Variétude (1931), Boosey & Hawkes; Langsam (1933), ms.; Epitaffio per Alban Berg (1936), Rícordi; Musette (ca. 1939), ms.; Dai tempi più remoti (1921, 1923, 1947), Eulenburg; Klaviereigene Interpretationsstudie einer variierten Zwölftonfolge (1972), Hug; 4 Versionen einer 12-Tonfolge (1973), Bote & Bock; Russische glocken für Nathan (1978), ms.; Varianten (1980), EA; Intervalle (1980), Hug; Entledigung (1981), Amadeus. Inoltre la musica Weisser Werktag per il film di M. Mrakitach sull'artista Jean Arp.
 
SCRITTI: Die deutsche Sektion der Internationalen Gesellschatt für Neue Nusik in "Melos" IX (1930), 302-304; Die Funktion des Raumlichen in "Das Runstblatt" XIV (1930), 248-49; Zu op. 40 Aufmarach {di H. Tiessen] in "Rampfmusik" (nov. 1931) anche in Fur Heinz Tiessen, a cura di M. Schlosser, Berlin 1979, 205-207; New Dritt in Germany I.S.C.M. in "Modern music" VIII, 7 (maggio giugno 1931), 44-47; Della musica dodecafonica in "Svizzera Italiana, Rivista di Cultura" 105 (1954), 16-22; Ueber den Sprechebor in Programmheft Antigone (Sophokles Schauspielhaus Zürich (19 X 1955); Ein Testament, Die Bekehrte, Eine Begegnung in Wesen und Einheit der Musik von Ferruccio Busoni, Berlin 1956, 69-71, 212, 248-253; Von Wagadu bis Jona. Ueber neue Beziehungen von Wort und Ton in Bote & Bock. Aus unserem Tagebuch 11 (1957), 3 seg.; Der moderne Sprechchor in NZfM (1960), 232-236; Opernhau und Akustik. Zum wettbewerb des Opernhaus Zurich in "Werk" (-agosto/sett. 1960); Aus der Zeit der Heisterklasse Busoni in SMZ 94 (1964), 165 e seg.; Grunsätzliches zum "Dramma-Oratorio". Eine automonographische Studie in SMZ 96 (1966), 68-75 anche in "Musica" (1966), 203-206 anche in H. Oesch, W.V., Bern 1967, 197 e seg.; Ueber Busonis "Doktor Faust" in SMZ 96 (1966), 66 e seg.; Zum hundertsten Geburtstag von Ferruccio Busoni in NZZ 187 (1966); Rede über Busoni in Musica Minima 3, Milano 1966, 20; Centenaire Busoni ou l'Ethique musicale in "Lettres-Arts-Sciences" 72, [Genève] (1966); Nachwort zur Uraufführung der "Flucht" in SMZ 97 (1967), 3-7; In Memoriam Hermann Scherchen in NZZ 188 (1967); Ueber die Hintergrunde von Scrjabin's "Prometheus. in "Nutida Musik" (1967-68), 2-4 [in svedese] anche in SMZ 102 (1972), 399 e seg. lin tedesco]; The Orchestral Composers Point of View a cura di R.S. Hinea, Norman, Okla. 1970;- Le rô1e du choeur parlé dans mes oratorios dramatiques in "Revue musicale de Suisse romande" (1969), 4-7; Gli Spaziali in SMZ 101 (19711, 262 e aeg.; Alexander Skriabin- eine unbewältigte Vergangenheit in "Oesterreichische Musikzeitung" (1971), 706 e seg.; Kuriosum oder geniale Intuition (Ueber die Militarsinfonie von Xaver Schnyder von Wartensee in SMZ 102 (1972), 73 e seg.; Musik-Erfahrung oder Information in "Oesterreichische Musikzeitschrift" (1973), 497499; Schritten und Aufzeichnungen Über Musik, a cura di W. Labhart, Zürich 1977.
 
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